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Opinione
Madri a seguito di una violazione
Ilka Oliva Corado / martedì 16 maggio 2017 / Español / English / Português
 

In questo momento in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina, stanno violentando una bambina, un adolescente, una donna, nei prossimi cinque minuti saranno dozzine in più ad essere violentate, a mezzogiorno saranno cento e ad arrivare a sera, mille. Di loro la maggioranza saranno picchiate, molte assassinate in crimini di odio, alcune scompariranno e non si saprà mai nulla di loro, probabilmente moriranno nell’inferno del traffico di persone; e altre, apparirà il loro corpo smembrato in qualunque via, in un sacchetto della spazzatura o in un sacco. Di queste bambine, adolescenti e donne violentate, cento rimarranno incinte.

Saranno obbligate a partorire, a partorire figli prodotti dal dolore più grande della loro vita, il prodotto dell’oltraggio, della violenza, della burla alla propria dignità. Una società carente di sensibilità le obbliga a partorire, uno stato patriarcale e maschilista le obbligherà a partorire, il silenzio dei giusti le obbligherà a partorire. Saranno madri.

In questo momento in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina, ci sono bambine, adolescenti e donne che partoriscono figli prodotti da una violenza. Diremo che se la sono cercata loro, per sottomissione, per essere puttane o per essere povere, ma che la vita non è giusta e che a loro è toccato vivere in quel modo. A volte diciamo che sono stati alcuni cattivi che le hanno violentate, questo per dire qualcosa, come una cortesia. E diremo anche che questo piccolo angelo che porta in grembo non ha colpa, che è una benedizione di Dio.

Le segnaleremo se per caso pensano di abortire, allora sì, conosceranno la nostra rabbia: di ipocriti, e spudorati. Allora sì, ci scaglieremo contro di loro, senza pietà e le roviniamo,le stigmatizziamo, affinché non siano inumane, affinché imparino a rispettare la vita, affinché non siano animali. Noi come rappresentanti della santità del Tutto Potente saremo i giudici e se è necessario le manderemo in carcere, lo faremo, per essere assassine! Ma del violentatore non diremo niente, lo compatiremo perché poverino, è stato provocato e non riesce a contenersi quando una puttana si offre a lui. Quando una bambina le chiede di essere violentata. Se è un famigliare o un conoscente, chiudiamo il becco, non diremo niente, e nemmeno diremo di mandarlo in carcere, per essere un violentatore!

In questo momento in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina ci sono centinaia di madri che piangono come piangono tutti i giorni la mancanza dei loro figli assassinati o spariti. Povere matte che non si rassegnano, devono consegnare la loro anima al Signore affinché le dia pace. Ma hanno avuto la punizione che meritavano i loro figli morti, per essere delinquenti per aver preso una cattiva strada, perché loro non hanno saputo dominare. Questo è, hanno avuto quello che si meritavano. Adesso non devono piangere, che sopportino i pettegolezzi . Per non essere state dure con le loro figlie che sono puttane, che si rassegnino!

In questo momento, in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina ci sono centinaia di bambine adolescenti e donne che vengono violentate, saranno costrette ad essere madri. Come si prepara una bambina alla responsabilità di essere madre? Come pretendiamo di ucciderla in vita obbligandola a partorire? Già questo è una violazione secca, una marchiata, morta.

E quando nascono questi bambini, li marchiamo per la loro origine, per la loro condizione sociale. Ma cosa può offrire nello sviluppo integrale una madre violentata, che vive in miseria, che non ha potuto crescere, che l’hanno uccisa in vita. Che l’hanno obbligata a partorire essendo una bambina o un’adolescente. Che essendo una donna l’hanno mutilata.

Siamo una catena, tutti facciamo parte di un cerchio della violenza di genere. Qui, colui che tace acconsente.

In questo momento, in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina, ci sono migliaia di bambine, adolescenti e donne che continuano ad essere violentate. In questo momento, in qualsiasi via, bar, angolo, casa e foresta in America Latina, ci sono migliaia di donne che partoriscono figli prodotti da una violenza. E se fossimo noi? Se fossimo noi saremmo contro l’aborto?

Tradotto da: Monica Monicardi
@ilkaolivacorado
Blog de la autora: Crónicas de una inquilina
contacto@cronicasdeunainquilina.com