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Chiudere la "Battaglia di Calibío", Battaglione violatore dei diritti umani in Colombia
Federación Sindical Mundial / sabato 12 dicembre 2009
 

La storia del Battaglione d’ingegneri No. 14 “Battaglia di Calibío” inizia all’inizio del secolo scorso, quando è stato creato. È stato sospeso il 13 maggio 1910 per fondersi con il Battaglione di Fanteria No. 17 e creare cosi il Battaglione d’Ingegneri "Francisco José de Caldas" fino al 26 maggio 1983. In quell’anno il governo del presidente Bellisario Betancourt l’ha ripristinato con il nome di Battaglione d’Ingegneri No. 14, “Battaglia di Calibio”, come reparto della quattordicesima Brigata, recentemente creata e appartenente alla settima divisione dell’Esercito, con sede a Puerto Berrio (Antioquia), componente principale del Comando di sviluppo del Magdalena Medio.

La loro missione come unità d’ingegneri militari, dovrebbe essere l’incremento del potere di combattimento delle unità di manovra attraverso operazioni di mobilità e contro mobilità, facilitando la circolazione truppe e impedendo quella del nemico. Operano nel comune Puerto Parra (Santander), nella zona rurale del comune di Puerto Berrio e nella parte rurale dei comuni di Yondó (Antioquia) e Cimitarra (Santander).

Il report "Nunca Más" sui crimini di lesa umanità in Colombia, denuncia che "la creazione della Brigata XIV a Puerto Berrio, nel 1983, è stata decisiva per il consolidamento del paramilitarismo nel Magdalena Medio, in cui hanno avuto un ruolo molto importante, i due primi comandanti: il Maggiore Generale Daniel Enrique Garcia Echeverry, che è stato il comandante tra il primo aprile e il 28 dicembre 1983, e il generale di brigata Farouk Yanine Diaz, che è stato comandante tra dicembre dal primo dicembre 1983 e il primo dicembre 1985. Spicca tra i due Yanine Diaz, che ha svolto questo ruolo non solo quando era alla XIV Brigata, ma anche nella direzione della scuola militare Cadetti a Bogotà e nel Comando della Seconda Divisione dell’esercito con sede a Bucaramanga.

La storia più recente di questo battaglione è piú conosciuta per le azioni di violazione dei diritti umani contro la popolazione civile, che per le operazioni contro la guerriglie che operano nella regione colombiana del Magdalena Medio. La Corporazione Regionale per la Difesa dei Diritti Umani, CREDHOS, con sede a Barrancabermeja denunciava nel 2008 che "il Battaglione Calibio della Brigata XIV del Esercito, ha scatenato una feroce persecuzione contro la popolazione della regione, al punto che i familiari delle vittime stanno denunciando le uccisioni fatte da parte delle forze dello Stato”.

Il 25 marzo 2007, nella zona rurale del comune di Remedios (Antioquia), le truppe del Battaglione Calibío, inserite nella 14° Brigata dell’esercito nazionale – comandate dal Tenente Castellanos e del Sergente Palomino, hanno catturato due giovani contadini del villaggio. Uno dei due riuscì a fuggire. L’altro, Carlos Mario Garcia, di 21 anni, è stato preso dei militari. La comunità ha chiesto il rilascio all’esercito per la liberazione del ragazzo e ciò che ha ricevuto è stato il corpo senza vita del giovane contadino, presentato come "guerrigliero ucciso in combattimento”.

Domenica 27 gennaio 2008, Miguel Angel Gonzalez Gutierrez esce dalla sua fattoria. Lungo la strada è stato intercettato da una pattuglia di militari del Battaglione Calibío. I soldati di questo gruppo più tardi lo hanno ucciso, presentando la sua morte come perdita in combattimento. Miguel Angel era un riconosciuto lider contadino. Inoltre, era figlio di del dirigente della Associazione Contadina della valle del fiume Cimitarra ACVC, Miguel Angel Gonzalez Huepa, privato della libertà otto giorni prima, e indagato con la falsa accusa di ribellione a causa della sua attività come lider contadino e difensore dei diritti umani.

La determinazione del governo nazionale, nel ritiro dai loro ruoli di 27 comandanti militari nel mese di ottobre 2008, in seguito all’ incremento delle esecuzioni di civili in Colombia da parte dei militari, ha coinvolto i seguenti ufficiali e sub ufficiali della Settima Divisione, XIV Brigata e del Battaglione Calibío: maggior generale Luis Roberto Pico Hernández, comandante della Divisione VII e il colonnello Juan Carlos Barrera Jurado, comandante della XIV Brigata, oltre ai suoi subordinati, il tenente colonnello Nestor Camelo Piñeros, ex comandante del Battaglione Calibío, tenente colonnello Wilson Ramírez Cedeno, comandante del battaglione Calibío, il capitano Javier Alarcón Ávila, ufficiale d’intelligence del Battaglione Calibío, il sergente sostituto John Fredy Sotelo, ex assistente del dipartimento di intelligence del Battaglione Calibío, sergente secondo Cristian Castro Ojeda, che lavorava nel deposito di armi del Battaglione Calibío e il capo terzo Felipe Perdomo Polanía, comandante di squadra del Battaglione Calibío.

Questi ufficiali sono stati coinvolti nell’omicidio di contadini che sono stati poi presentati ai mezzi di comunicazione Colombiani come guerriglieri uccisi in combattimento.

Durante il mandato di Uribe Velez nella zona di riserva contadina della valle del fiume Cimitarra, i comandanti e gli ufficiali del Battaglione Calibío sono stati vincolati alle uccisioni dei civili: Luis Sigifredo Castaño. Robinson Alberto Gonzalez. Carlos Mario Garcia, Parmenio Manuel Hernández Anaya. Miguel Angel Gonzalez Gutierrez, Luis Horacio Ladino Guarumo, Javier Leonardo Franco Carvajalino e Robinson Antonio Trujillo Marquez.

Ma i militari del Battaglione Calibio sono oggetto di indagine anche per altri crimini contro la popolazione civile.

Nel villaggio di San Francisco, zona rurale del comune di Yondo (Antioquia), alle cinque e trenta del pomeriggio di sabato 14 marzo, è arrivato un soldato di nome Carreras, membro delle truppe del battaglione Calibío, che operano nella zona sotto il comando del capo Sarabalí. Il militare Carreras, si è presentato con un cappuccio davanti alla comunità dicendo che faceva parte delle Autodefensas (gruppi paramilitari), è andato verso la casa di Alix Contreras Henao, di 25 anni, legandola assieme ai suoi due figli di 8 e 2 anni rispettivamente. Nella stessa casa ha legato e ha portato via due ragazze minorenni che si trovavano lì al momento durante l’accaduto.

Alle quattro del mattino del giorno dopo, la comunità ha costituito una commissione per cercare le due ragazze, di 15 e 16 anni rispettivamente, che sono state trovate in seguito nella zona boscosa del villaggio rurale. Le ragazze sono state vittime di violenze fisiche e di stupro.

Per tutto questo esigiamo che lo stato colombiano chiuda questo battaglione, che in forma sistematica commette in crimini di lesa umanità e violazioni dei diritti umani. Abbiamo iniziato una campagna internazionale per la denuncia di questi crimini, che durerà fino a quando questa istituzione militare rimanga attiva e continui a violare i diritti umani nella regione colombiana del Magdalena Medio.

Firmato:

Intersindical Catalunya

Federación Sindical Mundial - FSM

Intersindical de las Islas Canarias

Frente Sindical Obrero de Canarias