Agencia Prensa Rural
Mappa del sito
Suscríbete a servicioprensarural

Emergenza di un paramilitarismo mai morto
In Colombia, nonostante la smobilitazione voluta da Uribe, la maggioranza dei paracos si è riciclata in altre bande che continuano a spartirsi i corridoi del narcotraffico spargendo vittime e terrore
Stella Spinelli / giovedì 24 febbraio 2011
 

La Colombia sembra destinata a non trovare pace. Non solo la guerriglia è ben lungi dal deporre le armi e dal sedersi a un tavolo delle trattative con un governo che disprezza, ma a mantenere il quadro gravemente complesso c’è anche l’emergenza incontenibile di nuove bande paramilitari, formate in maggioranza da ex smobilitati. La Legge Giustizia e Pace tanto voluta da Alvaro Uribe, dunque, non ha che avuto il risultato di ripulire la fedina penale di delinquenti incalliti che, girato l’angolo, si sono riciclati in gruppi armati che hanno come unico scopo soldi e potere. Sono tante e prive di scrupoli e per comodità vengono definite Bacrim, l’acronimo di Bande criminali emergenti.
Ma dove operano? Chi ne fa parte? Sono effettive le misure governative per arginarle? Queste sono alcune delle domande che il paese si sta facendo di fronte a queste orde impazzite, che il governo è convinto di arginare con la speciale strategia delle 6 D: desarticular (disarticolare), desmantelar (smantellare), denegar (negare), disuadir (dissuadere), direccionar (dirigere) e difundir (diffondere). A eseguirla polizia e forze militari. Coadiuvate anche dalle truppe Usa presenti in suolo colombiano, che hanno ricevuto, a loro volta, ordini precisi su come affrontare le Bacrim.

A insistere sull’elevato gradi di emergenza di queste squadre di paracos sono per lo più Ong e la Defensoría del Pueblo, specialmente dopo la morte di due giovani universitari Mateo Matamala e Margarita Gómez, uccisi il 10 gennaio scorso a Córdoba da un gruppo di paracos, impegnati a riconquistare in varie aree del paese i corridoi del narcotraffico.

A spiegare il fenomeno al settimanale colombiano Semana è Álvaro Villarraga, coordinatore dell’area smobilitati, disarmo e reintegro della Commissione nazionale per la riparazione e la riconciliazione (Cnrr). Avendo curato la documentazione ufficiale più recente su queste bande, Villarraga può affermare come il ritorno alle armi di molti ex Auc (Autodensas unidas de Colombia) non significhi altro che il ritorno del paramilitarismo, un problema che il governo Santos dovrà sapere affrontare, iniziando a riconoscere il fenomeno reale perché siamo di fronte a ben altro che a semplici gruppi di delinquenti. "Si parla di almeno seimila effettivi legati o più o meno sei strutture principali - spiega -. Ma è una situazione in pieno divenire. Questi gruppi sono particolari proprio perché si trasformano, si fondono e si sostituiscono con grande facilità. E i leader, i capi, coloro che reclutano sono tutti ex Auc, coloro che assicurano continuità a forme di dominio territoriale armato vecchio di anni. Ecco perché la situazione è preoccupante".

Il fenomeno inizia a essere segnalato già nel 2008, ma la misura di quanto sia ramificato e potente sta diventando chiara soltanto adesso. Tanto che anche il termine Bacrim suona incompleto ormai. "Definirle bande criminali è riduttivo, troppo vago e non corrisponde alla verità del fenomeno. Non è una questione di delinquenza comune. Siamo di fronte a una forma di vero e proprio paramilitarismo perché ci sono strutture militari, dominio territoriale e, quel che è peggio, continuano vincoli con settori statali, forza pubblica e con una rete di uomini politici". Ci sono infatti zone in cui queste bande hanno un controllo molto pesante, e riescono a esercitare una pressione tale sulla gente da riuscire persino a giostrare il voto, intimidendo e minacciando. Basta vedere quel che accadrà alle prossime amministrative nella Costa Norte, Chocó, Bajo Cauca, Córdoba, Meta, Guaviare, Nariño e Medellín. Ma anche in Sierra Nevada de Santa Marta, Alta Guajira, Sur de Bolívar, zone chiavi in materia di narcotraffico.

Stesse radici, stessi obiettivi e stessi metodi, dunque, ma anche grandi differenze con le vecchie Auc. Queste bande non hanno infatti una federazione che le inglobi, sono molto più parcellizzate e quindi più deboli, ma di contro sono pericolosamente ben radicate nei centri urbani.